Il Mio IRON ISLAND 70.3 di Salvo Puccio

La mia prima gara di Triathlon medio a Portopalo di Capo Passero (SR).

 

pres salvo La giornata inizia con la sveglia alle 0430, poi ricca colazione alle ore 0500 servita dalla Sig.ra Daniela presso B&B La Trinacria e via con tutto l’occorrente in zona cambio aperta dalle 0530.

La giornata risulta essere poco ideale per via del vento di scirocco che soffia dai 15 ai 20 nodi e quindi darà fastidio per tutta la gara e si farà sentire sulle mie gambe. Il direttore di gara ci comunica che la frazione run è stata accorciata di 4 km in quanto un tratto sulla scogliera a ridosso del mare non era praticabile.

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Partenza ritardata di quasi un’ora per via della gara sprint partita anch’essa con ritardo per mettere le boe nella giusta posizione in modo da avere meno fastidi dalla corrente presente sulla superficie del mare

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Alle 0823 si parte: comincio ad andare dietro a Pierre un ragazzo di Bruxelles conosciuto in loco, il quale uscirà trai primi dal nuoto, e subito lo perdo. La corrente è forte ma tra spruzzi e atleti decido di seguire la mia traiettoria (intanto dietro mi sento toccare di tanto in tanto i piedi). Una volta lasciata la prima boa a sx la corrente è favorevole ti spinge e vado regolare per recuperare un pò; alla seconda boa la corrente è al traverso sx e qui bisogna spingere per non perdere terreno ma si prendono tanti schiaffoni!!! Giro di boa e via per il secondo giro verso la prima boa: anche qui olio di gomito e spingere perché la corrente adesso è al mio traverso dritto e dietro c’è sempre qualcuno che mi segue in scia. Dopo un bel pò di schiaffoni si arriva alla prima boa e via nuovamente aiutati dalla corrente si fila verso la seconda boa e via dritti si punta all’uscita sulla spiaggia. Uscita su sabbia e scalinata giusto per gradire e via in zona cambio tirando giù la parte superiore della muta.

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In zona cambio tolgo la muta indosso la maglia da ciclismo ed anche le calze e mi avvio con la bici alla mount line. Qui la strada è in salita e decido di spingere la bici più avanti per evitare che qualche sbadato che aveva lasciato il 52 mi stoppi o addirittura mi venga addosso. Salto in sella e pedalo con i piedi sulle scarpe per i 200 mt di salita, svolta a sx altra salita di 50 mt, altra svolta a sx dove spiana e finalmente comincio a mettere il primo piede dentro la scarpa altri 500 mt e finalmente un bel rettilineo senza ostacoli (adesso sono fuori dal paese) dove termino la regolazione delle scarpe (ho usato quelle da ciclismo e non quelle da triathlon). Saranno 4 giri da 21 km per un totale di 84 km circa che coprirò alla velocità media di 30 km/h con un dislivello totale di 900 mt. La frazione è lunga ed a farla da solo non è piacevole per niente. Intanto mi passa Carmine Tavano di anni 21 con una Trek da crono ha un bel passo non lo seguo e ci salutiamo (il giorno prima avevamo fatto insieme ad altri 5 la ricognizione del percorso bike). Il percorso è bello, impegnativo, ondulato insomma molto tecnico. Il vento alle volte è a favore, alle volte laterale (e si sbanda parecchio) e purtroppo è anche contro e specialmente in un tratto di circa due/tre km quando da Pachino si torna verso il traguardo dove la strada scende ma poi inizia una salita tipo quella di Roccaforzata e qua ti fai il mazzo: in salita e controvento. Al terzo giro mi passa un gruppetto di tre atleti che facevano finta di non stare in scia (uno di questi della mia categoria lo ritroverò avanti a me in classifica), e poi inizia il quarto ed ultimo giro: qua la stanchezza comincia a farsi sentire, il vento non cala anzi mi sembra aumentato e la velocità media mi sembra diminuita rispetto ai giri precedenti e a circa 15 km dall’arrivo arriva lei una complicazione inaspettata: la contrattura. Il quadricipite della gamba sx si indurisce nella parte interna e quasi mi fermo per contrastare il dolore, cerco di sciogliere con dei movimenti della gamba e con un massaggio la parte dolente. Riprendo a pedalare arriva una discesa che mi aiuta un po’ a recuperare, ma sono in prossimità del tratto finale e quindi come spiegato precedentemente siamo nel tratto in salita e controvento. Stringo i denti, pedalo regolare e senza forzare fino a dove spiana, poi un paio di km in leggera discesa, ma con forte vento laterale, mi permette di spingere e il dolore sembra essere scomparso. Entro in paese: discesa, curva a sx rilancio, rettilineo, discesa tolgo i piedi dalle scarpe e mi preparo a scendere dalla bici. Metto la bici a posto (uno dello staff mi passa una scarpa persa durante il tragitto per raggiungere la zona cambio preso dalla trans agonistica manco me ne ero accorto), indosso le scarpe e via di corsa.

 

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Inizio bene con il mio passo e tutto sembra procedere per il meglio ma al quarto km si ripresenta la contrattura stavolta lo spasmo muscolare è forte come se qualcuno mi avesse colpito sulla gamba con un pugno. Rallento, massaggio un po’ la parte dolorante e continuo ad un ritmo di 5’20” al km. Al giro di boa prendo l’acqua bevo e mi bagno le gambe, strada in leggera salita per 500 mt e poi si corre in mezzo alle auto che i volontari non riescono a bloccare. Appena accelero il mio quadricipite si lamenta ed allora continuo con il mio passo. Al giro di boa dell’arrivo prendo l’acqua e mi bagno le gambe, continuo affronto lo sterrato che costeggia il mare battuto dal forte vento ed alla fine di questo percorro il tratto in salita: non avrei voluto ma ho dovuto fermarmi la contrattura si è ripresentata più forte di quella precedente e siamo all’ottavo km. Cerco di fare stretching, ma si contrae anche il bicipite femorale sx, allora cambio postura e riesco a rilassare la muscolatura. La sosta dura circa un minuto decido di ripartire questa volta a 6’ e mi si affianca Pierre che sta facendo la sua andatura mi offre un gel ma lo rifiuto l’avevo già preso e non volevo avere problemi intestinali. Riparto lo aggancio e facciamo qualche km insieme al giro di boa bevo e bagno le gambe. Si torna verso l’arrivo Pierre allunga un po’ e va all’arrivo (chiude 11° e primo degli S2 bravooo) io inizio l’ultimo giro. Adesso l’obbiettivo è finire sta gara, gli ultimi km sono una sfida aperta e dura perché sullo sterrato mi passa Collovà un M2 come me aumento il passo, lo seguo ma alla salita mi stacca la contrattura è sempre li: appena spingo mi avvisa che il mio primo medio è solo da finire. Giro di boa: l’uomo allo smarcamento pettorali mi saluta “Ciao Salvatore questo è il tuo ultimo passaggio”. Saluto, ringrazio, prendo l’acqua, bevo, bagno gambe e mi metto al passo di 5’15” seguendo a distanza Collovà avanti di 100 mt. La strada è in leggera salita, ma stringo i denti e accelero. Finalmente spiana ed il mio quadricipite “fa salti di gioia” accelero ancora e mi avvicino un po’. Quella che all’andata era salita tosta adesso è discesa e mi spinge verso l’arrivo facendomi aumentare ancora il passo. Sono sullo sterrato a 500 mt dal sospirato traguardo: il cuore ormai è in orbita ben oltre l’ostacolo. Gli ultimi metri sono in apnea e non sento più nulla. Finalmente imbocco il corridoio del fine gara e taglio il traguardo in 4h 52’ 48”.

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La delusione per non aver svolto la gara come mi ero immaginato è tanta, ma se non avessi ultimato la gara sarebbe stata maggiore. Il conto rimane aperto: a questa gara ho sofferto e non mi sono divertito, alla prossima voglio soffrire ma anche divertirmi.833c9798-c52e-4477-a119-25caf11edf40 portopalo

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