La mia prima maratona – di Marisa Daniele

Nel corsa, come nella vita, si corre, è proprio il caso di dirlo, verso la meta: tutta la nostra vita tende a una meta. Questa ricerca è faticosa, richiede lotta e impegno; l’importante è non correre da soli. Ecco, con tenacia e tanto incoraggiamento Marisa ha dimostrato che seguendo un metodo ci si possono togliere delle belle soddisfazioni

marisa

 

Da circa 10 anni faccio gare da 10 km, e da circa 3 anni ho iniziato a correre anche le mezze maratone. Un giorno, guardando le mie medaglie, avevo la sensazione che mancasse qualcosa, quindi mi sono detta che forse era arrivato il momento di osare un po’ di più. Parlando con mia figlia del fatto che volesse andare a Milano per informarsi riguardo la specialistica, in un attimo mi è venuto in mente quello che mi ha suggerito un amico giorni prima: maratona di Milano. Quale miglior occasione per unire l’utile al dilettevole? E così, prima ancora di iscrivermi alla gara, ho prenotato l’aereo. Fantastico!!Decisione presa. Chiedo poi consiglio al mio coach, per sapere se in 4 mesi ce l’avrei fatta a prepararmi a fare la gara e lui ha risposto che con un po’ di sacrifici avrei potuto benissimo farcela. Ho seguito tutti gli allenamenti e mi sono fatta aiutare da diversi amici carinissimi. Per non farla lunga, arriva il giorno della gara. Dopo due giorni di tour milanese con i miei parenti, notti insonni, quella mattina mi alzo e mi preparo con tutto ciò che serviva per la gara. Dopo i controlli e relativi bisogni arrivo in griglia, ma ahimè, già partiti inizia a piovere. Nonostante ciò riesco a mantenere la calma e nella mia mente grido “forza Marisa tocca a te vaiiii”. Mentre corro, il mio pensiero va immediatamente al mio allenatore, che mi ha consigliato di tenere sempre lo stesso passo e di non andare più veloce, poi ho iniziato a pensare a tutti i consigli che mi sono stati dati dagli amici più cari (forse troppi 😂). Poi guardavo la gente e i miei amici che salutavano e incitavano: “vai Marisa forza” e poi mia figlia “vai mammaa!”. Beh che dire, sono emozioni che vanno vissute per essere capite fino infondo. Fino al 20′ km ho tenuto il ritmo giusto, dal 25′ ho cominciato ad avvertire una leggera stanchezza, ma la voglia di farcela era tanta, e così 30…35…40… Presso i vari ristori i ragazzi mi incitavano chiamandomi per nome mentre gli altri che correvano, leggendo ciò che era scritto sulla canotta, urlavano forza “Taranto” e mi davano forza. Arriva il 40”, una grande festa tra pubblico e sbandieratori che continuavano a incitare: “forzaaaa”. Infine il traguardo, finalmente! A quel punto, cerco di spingere più che posso ma…non fa niente l’importante è arrivare!! Tagliato il traguardo esplodo in una gioia immensa, le mie lacrime si uniscono a quelle di mia figlia, mia nipote, mia sorella e due miei cari amici venuti apposta per abbracciarmi. Emozioni uniche, che non potrò dimenticare mai, coronate dalla meritata medaglia e un real time di 4’47″59 secondi. Concludo dicendo che la maratona, per tutti i runner, sembra un obiettivo difficile e irraggiungibile, anch’io lo pensavo. Adesso invece posso affermare che ogni cosa, se lo si vuole davvero, può essere realizzata. 💗Ringrazio tutti gli amici e i parenti, che hanno fatto il tifo per me e la mia squadra “Triathlon Taranto “. Da sempre orgogliosa di farne parte.mar2

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