Ironman 70.3 Rimini – Gioie e dolori

iportiamo le impressioni a fine gara degli unici 5 atleti che sono riusciti a mantenere fede all’impegno di preparare il mezzo Ironman o Ironman 70.3 a Rimini. Gara lunga di 1,9 km di nuoto + 90 km di ciclismo + 21 km di corsa.

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La gara era stata decisa come obiettivo di squadra, ma da 15 promesse di partecipazione una lunga serie di infortuni/incidenti, problemi di lavoro, di salute, di famiglia ecc. ecc., ne sono rimasti solo 5 e di questi solo 2 hanno concluso la gara ufficialmente. Che dire, ci è stata gufata????

Saverio Fumarola 5h54m36s dice:

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“il mio confronto è tra le due organizzazioni (Pescara e Rimini) e, considerato che il prezzo dell’iscrizione è praticamente lo stesso non mi sarei aspettato un’organizzazione così deficitaria rispetto alla gara abruzzese di marchio Ironman. Una zona cambio così spartana per una gara di questo livello non si può accettare nè, tantomeno, la segnalazione delle penalità senza un ordine crescente dei pettorali; così diventa difficile per chiunque leggere i tabelloni di segnalazioni in corsa. La segnalazione delle penalità (considerato il numero elevatissimo di gente squalificata) evidentemente non ha funzionato dato che tanta gente non si è accorta di aver ricevuto la penalità e pertanto ha tagliato il traguardo senza scontarla. Per quanto riguarda la mia gara, posso dire che il nuoto non è stato affatto semplice poichè le onde erano alte circa 2m e nel primo dei tre tratti da percorrere la corrente era opposta al senso di nuotata, nel secondo tratto (il più lungo di circa 800mt) fortunatamente era quasi favorevole. Terminata la frazione nuoto si partiva per quella in bici con un meteo che non si capiva come sarebbe stato nelle zone più alte e mi ha fatto propendere per la scelta della tenuta invernale che mi ha penalizzato quando sono arrivato in cima alle varie salite perchè ho sofferto non poco il caldo. Percorso di bici abbastanza tecnico, con la prima parte di gara pianeggiante che permetteva di spingere bene fino al 15° Km, dopo il quale si cominciava a salire piano piano fino ad arrivare al giro di boa (47 Km). Superato questo punto la gara era molto semplice non fosse stato per il vento completamente contro il senso di percorrenza e, per cercare di non perdere molto in bici, è stato proprio questa la parte di gara dove ho speso di più per mantenere la velocità elevata pur contro il vento. La mia gara è terminata con la mezza chiusa in sofferenza: bene fino al 7° Km secondo la tabella di marcia prevista, poi le gambe pesanti hanno fatto la differenza. Tutto sommato felice del mio Primo VERO 70.3, chiuso di circa 6′ sotto le sei ore”.

Hugo Rojo de Castro 5h44m29s ma squalificato per aver fatto scia.

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Vito Mantrone 5h43m12s ma squalificato per aver fatto scia.

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Alessio Marzo ritirato dopo aver sbagliato percorso in un’area non segnalata, dice:

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“organizzazione non all’altezza delle aspettative, percorso bici mal presidiato e con gente estranea all’evento che pascolava sul circuito”

 

Infine Francesco Loconsole 4h56m38s

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anche se conferma le impressioni negative di Saverio riguardo all’organizzazione, è contento per l’esperienza della sua ottima prestazione che gli è valsa la conquista di uno slot di qualifica per la finale di Samorin in Slovacchia il 3 giugno. Ci sta pensando e se trovasse uno sponsor, anche parziale, ci andrebbe sicuro dato che, sia il costo della gara che le spese di viaggio sono elevate.

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